52.Biennale di Venezia

David Croff lo aveva già stabilito nel 2004: a dirigere la 52. Biennale di Venezia del 2007 sarà l’americano Robert Storr. Una decisione presa con largo anticipo e nata dalla consapevolezza che i modelli di esposizione e di promozione dell’arte contemporanea necessitavano di cambiamenti e di una ridefinizione del ruolo dell’arte all’interno del panorama internazionale.

Il punto di partenza del primo direttore statunitense nella ultracentenaria storia della Biennale è la convinzione che l’arte sia oggi e sia sempre stata il mezzo attraverso il quale gli esseri umani prendono coscienza di sé e della propria natura al di fuori della logicità. Un’arte che dà senso alle cose, cogliendone la loro piena complessità sul piano emotivo ed intellettuale, ma che nello stesso tempo mostra il non senso del mondo, attraverso l’arte grottesca, dadaista o dell’assurdo.

Un’arte dicotomica, caratterizzata da quel dualismo che è tipico della coscienza umana, che ci porta a considerarci come composti da compartimenti stagni, separati da funzioni e facoltà distinte. La mente contrapposta al cuore. La ragione all’irrazionalità. L’intelletto ai sensi. Ma non ci sono gerarchie, insegna Robert Storr, che nella sua biennale ospita esposizioni frammentate e contrapposte: “La storia dell’arte è infatti un tessuto di epifanie, di folgorazioni improvvise, intrecciato da molte mani a velocità diverse”.

La 52 esposizione internazionale d’arte, intitolata “Pensa con i sensi-Senti con la mente. L’arte al presente” apre le proprie frontiere verso i linguaggi artistici di rapida evoluzione, spaziando dall’immagine statica al video o al film per consentire un dialogo tra i vari media visivi. Dalle animazioni di Sophie Calle, Joshua Mosley alla pittura di Gerhard Richter e Susan Rothemberg, e ancora dalle opere murali in metallo di El Anatsui alle installazioni futuriste di Luca Buvoli.

L’incontro tra le due culture, quella americana di cui Storr è il portavoce e quella europea che da sempre contraddistingue la Biennale, hanno prodotto un dialogo ed una apertura a tutti e cinque i continenti, abbracciando tendenze emergenti da sempre rimaste ai margini del panorama artistico più consolidato.

Per questo motivo Robert Storr ha voluto inserire nel suo progetto il padiglione della Turchia e un padiglione continentale africano in qualità di rappresentante dell’arte contemporanea nera. E’ sempre africano, inoltre, il Leone d’oro alla carriera, che il 10 giugno Robert Storr consegnerà all’artista Malick Sidibé. Al settantaduenne fotografo di Malì va riconosciuto il merito di aver accresciuto l’importanza della fotografia nel suo continente e di aver mostrato all’Europa uno squarcio delle trasformazioni che hanno caratterizzato la cultura africana nel corso del ‘900.

Da segnalare inoltre la presenza, per la seconda volta, della Repubblica Popolare Cinese all’Arsenale, simbolo di una apertura verso il nuovo e di un dialogo con mondi distanti.

Le opere ospitate sono quasi tutte di artisti viventi e attivi sul piano internazionale, con poche rare eccezioni di artisti morti prematuramente ma creatori di opere che testimoniano una vitalità che li rende più che mai attuali. “Una mostra che guarda al futuro ma non al passato”, l’ha definita Storr. Gli artisti che pensano con i sensi e sentono con la mente sono infatti orientati verso il futuro, non tentano di dare spiegazioni onnicomprensive del mondo, piuttosto lavorano con le contraddizioni, “siano esse espresse con parole o immagini o spazi o materiali”, di questo work in progress che è il tempo presente dell’arte.

~ di velodimaya su Giugno 4, 2007.

Una Risposta to “52.Biennale di Venezia”

  1. Volevo fare i complimenti a colui o colei che ha fatto questo sito perchè è molto divertente, creativo e poi da la possibilità di dare un feedback su cio…..cosa non da poco!
    Ringrazio
    Giorgia

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