cosa non perdersi della Biennale..

E’ vero, la Biennale di quest’anno è più una mostra che non una biennale, ossia il filo conduttore c’è e l’argomento quest’anno non è dei più allegri. Memento Mori. Dalla serie ricordiamoci che dobbiamo morire.. Infatti il tema centrale della ultracentenaria esposizione d’arte di Venezia è proprio la morte. Ad aprire il tutto l’opera di Luca Buvoli con il suo “a very beautiful day after tomorrow” (un bellissimo dopodomani), un’istallazione dalle grandi dimensioni che richiama le parole pronunciate da Marinetti, padre del futurismo italiano, alla figlia poco prima di morire e poco prima che il regime fascista che lui aveva tanto sostenuto stava crollando. “Ci sarà un bellissimo dopodomani”, è la frase che chiude l’utopia, il mito del progresso e apre la propria speranza verso un nuovo mondo. L’arsenale si chiude con l’opera dei Kabakov che riprende il tema delle utopie e disutopie riecheggiando la fine del comunismo sovietico. Tra questi artisti tanti mondi, tante opere che abbracciano la morte, alcuni in modo serio e impegnato,altri in modo ironico e cinico.

Assolutamente da non perdere: Paolo Canevari (il suo video del bambino che gioca a calcio con un teschio sullo sfondo delle rovine di Beirut o Bagdad è veramente un’immagine forte), Gabriele Basilico, Angelo Filomeno (l’effetto visivo dei suoi quadri è fantastico), Sophie Calle che ha basato la sua biennale sul ricordo della madre morta da poco, Joshua Mosley, etc..

 Da guardare:

il video di Tabaimo

il video I will die di Yang Zhenzhong

~ di velodimaya su Settembre 25, 2007.

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